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MASULLAS

MASULLAS

È un piccolo borgo di poco più di 1000 abitanti racchiuso nel cuore della Marmilla. Sorge a 129 metri di altitudine a sud del Monte Arci, in una delle zone più belle dell’omonimo Parco Regionale.

Se dovessimo raccontarlo attraverso i colori potremmo usare il verde delle colline circostanti, il nero dell’ossidiana, oro nero della Sardegna, e il rosso del melograno, frutto simbolo del paese.

Masullas è culla di tradizioni antiche tramandate nel tempo, bellezze naturali conservate e valorizzate, storia e archeologia.

Religione e archeologia come radici che si intrecciano nella storia di Masullas. Proprio alla chiesa della Beata Vergine delle Grazie si lega un altro importante tassello di questo viaggio. Durante i lavori di restauro e sistemazione del sagrato della chiesa, infatti, lo scavo stratigrafico ha restituito alla conoscenza collettiva due rinvenimenti di grandissimo valore storico.

Una tomba a camera al cui interno sono stati rinvenuti i resti ossei di un individuo di sesso maschile di età compresa tra i 30 e i 40 anni, deposti sopra un bancone litico e accompagnati da una croce ancorata in ferro. Reperti che risalirebbero all’anno 1089, secondo la datazione effettuata col metodo del radiocarbonio (C14)

Il secondo eccezionale ritrovamento riguarda una fonte battesimale risalente al periodo paleocristiano (VI/VII secolo d.C.). Una scoperta archeologica archeologico il cui valore supera i confini regionali.

Attraversiamo qualche secolo e facciamo un salto avanti nel tempo fino ai giorni nostri e facciamo capolino tra le mura dell’ex Convento di San Francesco che da alcuni secoli non ospita più i frati Cappuccini ma vive una nuova vita nel GeoMuseo Monte Arci.

A Masullas le pietre parlano, hanno una vita, raccontano una storia: la storia geologica della Sardegna, raccontata nella collezione permanente di minerali e fossili del Geo Museo Stefano Incani.


Superata la soglia resteremo colpiti da una strana magia di questo luogo dove minerali e rocce parlano, raccontano una storia antica e complessa. Reperti di rara bellezza, tra cui minerali fluorescenti e diorami che riproducono con rigore scientifico l’attività del vulcano Arci. E ancora, circa 1800 campioni di fossili animali e alcune varietà di fossili vegetali che racchiudono silenziosi la cronaca di un passato che tiene in grembo la cronaca della nostra esistenza.

Zaino in spalla cominciamo a passeggiare nel Parco Regionale Naturale del Monte Arci. Nel territorio di Masullas abbiamo zone di pregevole bellezza, come il bosco di Taraxi, la parete rocciosa di Su Columbariu, lentischi monumentali  e siti archeologici di epoca nuragica.

Tra i sentieri del Parco rubiamo un corbezzolo da un albero e immersi nel profumo del mirto, realizziamo che stiamo attraversando un ricco concentrato di flora e fauna endemica. Con i suoi percorsi incorniciati da scenari unici e suggestivi, il Parco Regionale Naturale del Monte Arci è una tappa irrinunciabile per gli amanti della montagna e del trekking.

Il Parco dell’ossidiana di Conca ‘e Cannas è situato nel territorio di Masullas, nel fronte meridionale del Monte Arci, e ospita il più vasto giacimento di Ossidiana della migliore qualità di tutto il Mediterraneo. Fa parte, inoltre, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, in quanto costituisce il primo distretto estrattivo dell’Isola. Per tale motivo il sito è stato inserito nella Unesco Global Geoparks diventando patrimonio dell’Umanità.

Un racconto denso di magia. In Sardegna questa pietra ha un significato particolare perché racchiude in sé le suggestioni della tradizione.  Già nell’età della pietra veniva utilizzato per scopi ritualistici, ma per le popolazioni dell’isola, è molto di più. L’ossidiana, che per la cristalloterapia ha la capacità di proteggere i pensieri dagli influssi negativi, per la tradizione sarda sarebbe infatti capace di allontanare il malocchio dalle persone che la indossano.

Non solo ossidiana. Nelle campagne circostanti si possono poi trovare giacimenti di perlite e affioramenti di pietre pregiate, quali corniole, ametiste, quarzi e agate.

Sempre in agro di Masullas è situato il geosito di Su Carongiu de Fanari. Una eruzione sottomarina avvenuta circa 20 milioni di anni fa ha portato alla formazione di questo “Mega pillow”, un cuscino di lava lungo 12 metri per 8 di altezza (da cui il termine “mega”) che lo rendono tra i più grandi al mondo e che per via di tutte queste peculiarità è stato riconosciuto come Monumento Naturale della Sardegna.

Il Parco dell’Ossidiana di Conca ‘e Cannas, un megapillow antico di 20 milioni di anni, formazioni rocciose uniche, grotte e il giardino botanico del Monte Arci sono solo alcune delle meraviglie naturali di Masullas.

“Caboniscu ammuttau binu nieddu” e melograno sono due tra gli ingredienti principe della tradizione culunaria di Masullas. Il pollo ruspante e il frutto dai chicci color rubino sono, infatti, tra di protanisti di sagre ed eventi.

Ma Masullas, come tutti i paesi della Sardegna, vanta nella sua tradizione la produzione di pasta tipica. Grano tenero e acqua: ingredienti semplici che danno vita a gioielli da gustare. Sono is crogoristas (le creste), is caombas (le colombe) e i pillus e tallutzas, i cui nomi richiamano la forma che mani sapienti davano alla pasta.

Questi prodotti al momento sono dei tesori assai rari in quanto, ad oggi, non sono reperibili in commercio. La grande scommessa del paese è proprio quella di dare nuova linfa a questa tradizione, perché la storia di un popolo, in fondo, è la storia di tutti.

Comune di Gonnostramatza

Comune di Masullas

Comune di Mogoro

Comune di Pompu

Comune di Simala

Comune di Siris

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