ITINERARIO CULTURALE

Il comune di Masullas è ricco di storia: ecco l’itinerario culturale

PREDI ANTIOGU, ARRETTORI DE MASUDDAS

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PREDI ANTIOGU, ARRETTORI DE MASUDDAS

Predi Antiogu, per via del famoso poema Sa scomunica de Predi Antiogu, arrettori de Masuddas, può essere considerato senza alcun dubbio il personaggio masullese più conosciuto in tutta la Sardegna.

La prima edizione del poema risale al 1874 col titolo Famosissima maledizioni de s’arrettori de Masuddas. L’aggettivo “famosissima” lascia intuire che già prima del 1874 il poema fosse largamente conosciuto in tutta l’Isola, tramandato sia con manoscritti che oralmente.

Da allora Sa scomuniga ha conservato una larga fama sia tra la gente comune che tra gli studiosi della lingua sarda.

Antonio Gramsci, nella sua Lettera dal Carcere del 27 giugno 1927, chiede alla mamma di mandargli “..la predica di frà Antiogu a su popolu de Masuddas“. Anche il famoso linguista Leopold Wagner descrive il poema “un monumento psicologico…dalla vis comica irresistibile“.

Sino agli scorsi decenni quello di predi Antiogu era uno dei libretti più venduti nelle bancarelle dei merciai nelle sagre paesane. Col lento, ma continuo, abbandono della lingua sarda da parte delle nuove generazioni, anche il nostro poema ha perso di popolarità e a salvare questo “effettivo monumento di cultura popolare sarda” sono intervenuti diversi approfondimenti scientifici, nuove pubblicazioni (da segnalare l’edizione curata da Antonello Satta nel 1983) e, proprio in questi ultimi anni le diverse iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale, che hanno trovato il culmine nel convegno “Masullas, il paese di predi Antiogu” e nella pubblicazione dei relativi atti, a cura del prof. Gian Giacomo Ortu, nel 2007.

Un altro argomento che riempie di fascino ed interesse il poema “Predi Antiogu, arrettori de Masuddas” è relativo al nome del suo autore, rimasto sino ad oggi ancora sconosciuto. Diversi studiosi hanno azzardato ipotesi varie. Da Lorenzo del Piano (“forse un Felice Pinna, alto funzionario delle Prefetture, nipote di un Antioco viceparroco di Masullas nei primi anni ’40 del XIX secolo”) a Antonello Satta (“C’è da sospettare che Sa scomuniga abbia avuto origine a Mogoro, e che a scriverla sia stato un sacerdote, facendosi interprete delle polemiche tra la sua ricca parrocchia e quella più povera del vicino villaggio di Masullas. Sono portato a credere che l’autore sia un sacerdote, non soltanto perché, a quei tempi, nei villaggi erano soprattutto i preti a possedere la cultura, ma anche per la perizia con cui nel poemetto si maneggia il rituale della scomunica…”), da Matteo Porru (“con tutta probabilità a scrivere Sa scomuniga fu proprio un sacerdote particolarmente dotto e audace o forse un avvocato conoscitore profondo delle pieghe dell’anima popolare”) a Gian Giacomo Ortu, che ritiene ipotesi plausibile che l’autore sia proprio Felice Pinna per alcuni aspetti della sua biografia e sulla base di una approfondita analisi del testo, che contiene espliciti riferimenti ad istituti e concetti prettamente giuridici, e Felice Pinna era un valente avvocato -.

Recentemente, nel corso delle continue ricerche sul passato e sulla storia identitaria della nostra comunità, sono stati effettuati studi sui toponimi di Masullas, a partire da quelli contenuti nel Sommarione di metà ‘800. Ebbene, nella zona della miniera di Cannas, gli anziani masullesi che hanno collaborato nella ricerca, hanno indicato un toponimo “GENNERETTA” abbinandolo all’adiacente “SA TANCA DE IS PINNAS“, dove nei secoli scorsi si trovavano vari ovili di pecore e di capre.

Nel poema di predi Antiogu, dal verso n. 20 al 28 (Po cuddus chi no ddu scinti, obrascendi a sa dì binti, de su mesi chi ddu’ è bassìu, ind’una notti ‘e scuriu, facci a su spanigadroxu, a i’ duas oras po is tresi, fuanta prus de xincu o sesi, chi, a pistoa e a sculetta, passaù funti in GENNERETTA, s’ecca ant assattillau, e is crabas ind’anti liau, de mimmi su Vicariu…) risulta bene evidente la località in cui è avvenuto il furto del bestiame di predi Antiogu: GENNERETTA, appunto.

La zona di GENNERETTA e, quindi, “SA TANCA DE IS PINNAS”, era di proprietà della famiglia di Demetrio Pinna, padre di Felice Pinna che è stato un illustre personaggio masullese, avvocato, uomo di grande cultura che ha anche frequentato gli ambienti ecclesiastici. L’insieme di questi elementi, uniti ad altre riflessioni sul contenuto del poema, rafforzano la tesi di Lorenzo del Piano e di Gian Giacomo Ortu, che ritengono Felice Pinna l’autore de Sa scomuniga de predi Antiogu, arrettori de Masuddas.

SA SPIRIDADA DE MASUDDAS

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SA SPIRIDADA DE MASUDDAS

SA SPIRIDADA DE MASULLAS

Maria Cristina Turnu Tuveri, nasce a Pau il 16 Marzo 1871, da Federico e Priama Serra. Si sposò a Pau, il 19 Novembre 1891, con Gaetano Tuveri, di Bannari d’Usellus.

Qualche anno dopo il matrimonio, dal quale ebbe 5 figli, si trasferì con la propria famiglia a Masullas. Un bel giorno, trovandosi in campagna al lavoro, cercò rinfresco presso una fonte in località Sa mitza de sa perda, in agro di Masullas; ad un tratto le volteggiarono attorno due splendidi uccellini i quali, dissolvendosi dalla sua vista, la lasciarono in grado di vedere cose lontane e nascoste ad altri con dei poteri straordinari.

Raccontava di avere due “spiriti adiutori “: lo spirito di un medico e quello di un prete. Con l’aiuto degli spiriti adiutori andava in trance, il più delle volte leggera, quasi inavvertita.

Alcune testimonianze riferiscono che alle ore 10 del mattino arrivassero gli spiriti. Altre invece sostengono che Maria Cristina, a qualsiasi ora del giorno, poteva essere “illuminata”.

Le si attribuiscono doti di chiaroveggenza, divinazione di medium e guaritrice. In Sardegna vigeva la credenza che le anime penitenti potessero incarnarsi nel corpo di un vivo per poter raggiungere una loro definitiva redenzione.

Si sono rivolte a Maria Cristina migliaia di persone provenienti da tutta la Sardegna, dai vari strati sociali e culturali.

Ci si rivolgeva a Maria Cristina per la ricerca del bestiame smarrito o rubato, per avere dei consigli su disavventure giudiziarie e su importanti decisioni, per avere notizie su soldati dispersi, per la ricerca di un tesoro, per guarire da una malattia di difficile diagnosi e cura.

Rispettava il principio di solidarietà, prestava la propria opera a tutti indistintamente e non chiedeva compensi, ma per riconoscenza riceveva molti regali.

Si racconta:

Una storia …fra tante … In Capoterra A.D. 1892 a Matilde Piano Zanda, viene chiesto, in sogno, di scoprire un tesoro. Col fratello Luigi si mette alla ricerca, nell’antica casa di famiglia, ma il tempo a loro concesso, per tale ricerca, è molto breve.

Si rivolgono al Rettore Parrocchiale Tommaso Lecca, il quale consiglia : << Io posso solo benedire e recitare delle preghiere. L’unica persona in Sardegna che ha il potere di sapere dov’è il tesoro è Maria Cristina Turnu, detta Sa spiridada, che abita a Masullas >>.

Partono con il calesse alla volta di Masullas.

La Spiridada di Masullas si mise una benda negli occhi… e si portò “in spirito” a Capoterra. Nelle vicinanze della casa dei Piano, diede dei riferimenti precisi, delle cose e dei luoghi : << Di fronte alla vostra abitazione nell’angolo tra via Cagliari e Via Santa Croce c’è un ciabattino, nel suo cortile una scrofa ha partorito dieci maialini…. ecco ora sono all’interno del vostro grande cortile…>>.

Continuò nella sua ben precisa descrizione della casa e si fermò in un punto della “lolla” e disse :

<< Si, il tesoro esiste… ma non cercatelo , non Vi appartiene più , il tesoro è per i frutti dei frutti Vostri >>. Tutto ciò si avverò puntualmente.

Ed ecco un’altra storia… che sembra riportata da un libro di leggende.

Un allevatore di un paese vicino a Masullas, dopo un’intensa mattinata di lavoro, si concesse ad una certa ora, il solito spuntino di pane e formaggio e un po’ di riposo all’ombra di un albero.

Durante il sonno, la sua bocca si aprì e la fragranza del formaggio che ne usciva, attirò “unu caloru pitticcu”, il piccolo serpente si introdusse nello stomaco, e lì restò per giorni e settimane… Nessuno seppe diagnosticare o capire il suo tormento.

Alla fine, sempre “più tirato”, andò da Sa spiridada, la quale appena lo vide gli disse : <<Cosa stavi aspettando per venire da me? Meno male che non ti è successo niente di grave! >>

Maria Cristina consigliò al malcapitato: << Da questo momento in poi non mangiare niente sino a domani mattina e procurati nel frattempo una scivedda; domani andrai dai pastori e la farai riempire di latte appena munto, ma non ne dovrai bere, ti inginocchierai verso di essa e dovrai respirare a bocca aperta il profumo del latte>>.

Cosi fece… il ghiotto serpente uscì e cadde dentro sa scivedda .

Maria Cristina Turnu Tuveri era conosciuta in tutta la Sardegna come Sa spiridada de Masuddas.

Muore a Masullas il 28 Giugno 1942, alle ore 10 del mattino, all’età di 73 anni.

CENTRO CULTURALE PREDI ANTIOGU

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Istituzione del “Centro Culturale Predi Antiogu

E’ istituito il “Centro Culturale Predi Antiogu”, di seguito “Centro Culturale” di proprietà del Comune di Masullas con sede in Via Roma N°9, presso l’Ex Casa Cappedda.

Il “Centro Culturale” è aperto al pubblico e opera al servizio di tutti i cittadini e le sue finalità sono:

a) La promozione, la diffusione e della cultura;

b) La partecipazione attiva della popolazione all’opera di trasmissione delle conoscenze culturali, tradizionali e materiali, in particolare alle nuove generazioni chiamate a proporre attività e partecipare ai laboratori proposti nel Centro Culturale.

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