CHIESA DI SA GLORIOSA

La costruzione della chiesa parrocchiale, intitolata alla B.V. delle Grazie “Sa Gloriosa”, risale all’inizio del Cinquecento e si è svolta in momenti nettamente distinti, sviluppatisi nel corso di oltre tre secoli.

I lavori della facciata attuale, iniziati nel 1694, sono opera del mastro Salvador Pilloni, picaperder e cortador del pedra di Cagliari, che realizza una decorazione in stile plateresco, rappresentando ornamenti floreali, figure di animali, faccine umane e una piccola statua rappresentante una figura femminile. I lavori risultano terminati nel 1722. Questa meravigliosa opera è stata definita “la più bella tra le facciate di chiese esistenti nella diocesi di Ales/Terralba”.

Sul fianco settentrionale della chiesa si trova la torre campanaria realizzata dal maestro Lorenzo Frassettu  tra il 1810 e il 1814, sostituendo così il vecchio campanile sul lato opposto, a fianco della sacrestia. Questo campanile si colloca tra i più alti della Sardegna.

All’interno la chiesa è composta da un’unica navata, coperta da una volta a botte. In entrambi i lati si aprono tre cappelle, realizzate in stili e decorazioni differenti, in quanto non coeve tra loro. Nei  capitelli dei pilastri degli ingressi di ogni cappella sono scolpite decorazioni floreali e stemmi.

Nella cappella della Gloriosa è collocato un retablo, avente come icona dominante la Gloriosa Vergine delle Grazie, realizzato nel 1676 dal pittore Mattia Angelo Canopia. Nella cappella del Rosario si trova la statua lignea dorata della Madonna del Rosario di bottega napoletana dei primi del Seicento. Al 1837 è datata la tela che raffigura la “Madonna con le anime del Purgatorio” collocata nella cappella omonima, opera realizzata dal pittore Giovanni Battista Sitzia di Gonnosfanadiga.

Sul fondo del presbiterio un’apertura conduce all’antica sacrestia, dove si scorge lo stemma vescovile di Mons. Sanna. Questo è l’ambiente più antico dell’edificio. Sulla sinistra una porticina sagomata con architrave in pietra traforato conduceva alle scale dell’antico campanile, non più esistente. Dietro l’altare trova inoltre collocazione un antico organo a canne, ancora perfettamente funzionante.