CHIESA DI SAN FRANCESCO

La chiesa di San Francesco, edificata unitamente all’omonimo ed adiacente convento, possiede le caratteristiche dei monasteri cappuccini della Sardegna seicentesca: la singola navata, terminante in un’abside quadrata, coperta con volta a crociera e sul fianco sinistro due cappelle, sempre con volta a crociera.  La navata chiude in alto con un’ampia volta a botte. Sul lato destro si trova il chiostro comunicante con la chiesa e con i locali legati alla vita conventuale. I muri laterali della chiesa (lato nord) sono rinforzati da contrafforti, tra i quali sono incastrate le campate del chiostro.

La facciata della chiesa chiude in alto con due spioventi e presenta due aperture: il portale architravato e l’oculo circolare destinato ad illuminare la navata.

Al suo interno si conservano numerose opere: nella parete di fondo del presbiterio trova collocazione la grande tela della “Deposizione di Cristo dalla croce”, imponente opera datata al 1833,  realizzata dal pittore cagliaritano Antonio Caboni.

Sull’altare è possibile ammirare il prezioso tabernacolo ligneo settecentesco a forma di tempietto, di fattura artigianale locale ma realizzato con grande maestria e curato nei particolari: da notare le colonnine tortili, i balconcini e la cupola.

Nel 1761 venne trafugata dal tabernacolo la pisside d’argento contenente le ostie consacrate che costò ai ladri e all’intera popolazione una pesante scomunica, composta da riti e parole terrificanti, impartita da Mons. Giuseppe Maria Pilo, da pochi giorni vescovo della Diocesi di Ales.

Numerose e di ottima fattura sono le sculture, risalenti ai secoli XV, XVI e XVII. E’ presente anche un paliotto del Settecento in tela dipinta a tempera con l’immagine della Madonna con Bambino al centro tra due sante.