CONVENTO DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI

Il Convento dei Frati Minori Cappuccini e l’adiacente chiesa di San Francesco, sono stati costruiti intorno al 1648 (entro il 1663 vengono fondati 20 conventi cappuccini in tutta l’Isola).

La costruzione francescana fu realizzata fuori dall’abitato, in un’area di oltre 15000 mq. Le dimensioni dell’edificio fanno pensare a un notevole investimento e alla scelta da parte dell’Ordine di conferire una certa centralità al convento che diventa uno dei più importanti della Sardegna centro-meridionale.

Alla costruzione della casa francescana ha contribuito tutta la popolazione, prima di tutto Francesco Simoni, cittadino di Masullas, che ha voluto la costruzione del convento nel suo villaggio.

Al suo interno vi è un chiostro con al centro un pozzo costruito sopra una grande cisterna della capacità di 277 mc d’acqua.

La chiusura sia della chiesa sia del convento, fu determinata dalla Legge di soppressione degli Enti Ecclesiastici del 1866, con cui lo stato Sabaudo confiscava (in un periodo di crisi) i beni degli ordini religiosi; l’abbandono definitivo, tuttavia, avvenne il 28 gennaio 1885 quando l’allora Vescovo di Ales, Mons. Francesco Zunnui Casula, ordinò che ne venisse murata la porta di comunicazione tra chiesa e convento, venissero messe le grate alle finestre esterne e consegnate le chiavi al parroco, insieme agli arredi sacri.

In seguito le stanze del piano superiore del convento vennero adibite ad aule scolastiche e, durante la seconda guerra mondiale, fu sede delle milizie fasciste. Qualche anno dopo il tetto del convento crollò portandosi appresso le cellette dei frati che stavano al piano superiore e l’intero complesso architettonico cadde in completo abbandono.

Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, l’amministrazione comunale avvia una lunga opera di restauro del convento e della chiesa, permettendo il pieno recupero dell’intera struttura che sicuramente rappresenta quanto di meglio può offrire il territorio dal punto di vista storico – architettonico.

Attualmente il convento è di proprietà del Comune di Masullas mentre  la chiesa è stata riacquisita dal F.E.C. (Fondo Edifici di Culto) presso il Ministero dell’Interno.

Dal 2010 il convento ospita al primo piano il GeoMuseo MonteArci “Stefano Incani”.